Come mi comporto nei momenti di difficoltà? E’ la mia domanda nelle ultime settimane. Perchè, quando immagino di essere in difficoltà, non fisica, ma emotiva (per esempio sono triste / arrabbiata, ho perso qualcosa, ho rotto qualcosa), in questi momenti se mio marito fosse mio alleato, mi sentirei rafforzata. Al contrario, se mio marito si limita a dare giudizi, fare moralismi, impartire ordini e divieti, mi sento non compresa, giudicata,  fino a sentirmi non amata.

Oggi vorrei condividere con voi uno di questi momenti.

L’altra sera, erano le 23 ed erano già due ore che eravamo a letto per cercare di dormire.

Il fratello maggiore dormiva già dalle 21.

In queste due ore, più volte sentivo che mi stavo innervosendo, la situazione mi metteva a dura prova. Così ho iniziato a riflettere, cercando le motivazioni per stare lì con lui:

1, ha dormito dalle 14 fino 16,30 e non è ancora stanco abbastanza ….se insisto vado contro la sua natura

2, è successo anche con il mio primo figlio, è durato circa un anno, poi quando ha smesso di dormire al pomeriggio, per lui è stato più facile addormentarsi.

3, quello che avrei voluto fare stasera, lo posso fare domani

4, espira, inspira, espira, inspira

5, avrei voluto vedere un film in queste 2 ore, ma di quello certo non mi ricorderò tra 10 anni, invece di questo momento speciale col mio bambino sì

e l’ultima riflessione più “strong”:

6, non sai che succederà domani, vivi qui e ora, e goditi questo momento!

Dopo la lettura del libro di mindfulness (autore JON e MYLA KABAT ZINN) di “Il genitore consapevole”, mi vengono in mente altri spunti di riflessione:

7, questo momento dell’addormentamento del mio figlio può essere una pratica di mindfulness

Vedo altre alternative?

Lasciarlo piangere da solo fino a che si addormenta?

Minacciarlo? Arrabbiarmi e costringerlo a dormire in qualche altro modo ?

Ci sono momenti in cui sarei tentata di farlo, perchè sento di essere arrivata al limite, mi chiedo quanto ancora durerà. Ma poi mi faccio un altra domanda:

che cosa posso fare invece per essere sua alleata in questo momento in modo empatico e rispettoso dei suoi bisogni, di un bambino di tre anni e 3 mesi? E cosi ritorno al punto 4: espira, inspira, espira, inspira! e poi al punto 6 : non sai che succede domani, vivi qui e ora, e goditi questo momento!

Ora vi racconto che cosa ha fatto mio figlio in quel momento speciale:

1, ha chiesto l’ acqua forse 10 volte…

2, ha chiesto di mangiare ( uno yogurt e poi di avarsi di nuovo denti)

3, mi ha chiesto di grattargli la schiena, poi la mano sinistra, poi la mano destra e anche il collo!

4, mi ha cantato tanti auguri mamma, mi ha chiesto quando farò la festa e quando

arriveranno i miei amici…

5, piu volte cercava di essere abbracciato

6, piu volte mi abbracciava in modo che io avessi la testa sulla sua spalla

7, quando cominciavo ad essere nervosa, e gli ho detto “ chiudi gli occhi, se no, vado in cucina”…li ha chiusi, ma continuava a giocare con due personaggi che aveva in mano, parlando sotto voce..con gli occhi chiusi…(ridevo dentro di me!)

8, cantava sotto voce

9, aveva paura dei mostri

10, voleva papà (ma lui è rimasto solo 2 minuti, poi di nuovo ha voluto la “mamma”!)

11, mi ha chiesto di stare nel manduca (ergo-marsupio): mi sono messa d’accordo con lui per tenerlo 5 minuti, perchè in questo periodo mi fa male la schiena.

Dopo due ore si e addormentato.

Sono entusiasta di proseguire la scoperta di mindfulness. Ho la visione di una nuova apertura , di un nuovo spazio per nuove domande; troverò anche qualche risposta, qualche porta si aprirà e la concentrazione sul “qui ed ora” mi aiuterà ad essere concentrata nei momenti di difficoltà mia o dei bambini.

Ecco la domanda di oggi: Riesco ad essere un alleato nei momenti di difficoltà dei miei figli? E se non ci riesco, che cosa mi blocca o mi limita?

Buona vita

Petra