Un caro saluto a tutti!

Oggi ho per voi un’ altra domanda: avete mai sentito che per amare le altre persone, abbiamo bisogno di amare per primi noi stessi? Io l’ho sentito dire mille volte! Ora so che ciò è importante anche nel mettersi d’accordo, nella comunicazione con rispetto: solo se IO sono serena e felice, riesco (ho voglia) di mettermi d’accordo con l’altra persona. Se invece sono arrabbiata, nervosa, stanca, tutto questo innalza un muro tra me e l’ altra persona.

Così ho capito che un’ altra chiave per ottenere il Rispetto Reciproco è occuparsi della propria felicità.

Si comincia dall’ autoanalisi, dalla rilettura dei propri copioni, dall’individuazione dei condizionamenti appresi dalla propria famiglia e dalla società.

1, analizzare bene i propri sentimenti

     Farsi delle domande sulla propria rabbia. Che cosa significa per me la rabbia? Come la manifesto? Riesco ad essere arrabbiata e a trattare le persone con rispetto nello stesso momento? Forse, quando sono stata arrabbiata, ho detto troppe volte ai miei figli: “comportati bene, ora basta piangere, non fare i capricci, fai il bravo bambino”.

Farsi delle domande sulla propria tristezza: quando sono triste, riesco a coccolarmi (non solo col cibo)? Oppure non mi concedo di essere triste, perchè è un segno di debolezza e di conseguenza non lo concedo nemmeno ai miei figli perchè “i maschi non piangono”, oppure “non piangere sei già grande”?

Poi farsi delle domande sulla propria paura: perchè ho paura? Di che cosa? Che cosa mi spaventa veramente? E’ veramente così pericoloso? Forse abbiamo sentito dire troppo spesso: “non avere paura, non è niente, fai quel che devi fare, sei già grande” oppure: “Sei troppo piccolo, non riesci a farlo lascia perdere” Questo tipo di esperienze vissute in prima persona mi portano a non concedere a me stessa di sentire determinati sentimenti e di conseguenza di non concederlo nemmeno ai miei bambini.

Aumentare la mia intelligenza emotiva mi ha aiutato a capire meglio me stessa, attraverso il rapporto con le mie emozioni. Spesso le emozioni come paura, rabbia, o tristezza, sono state soffocate e giudicate come sbagliate nella nostra infanzia, non si accettava che si esprimessero.

2, farsi delle domande sui propri bisogni

     Riesco io per prima ad esprimerli, così l’altra persona può capirmi e riesce rendersi conto dei i miei limiti personali? Oppure le mie pretese sono solo nella mia testa, mi aspetto che gli altri mi capiscano in automatico, sappiano cosa voglio, che cosa ritengo giusto, cosa sbagliato?

Proviamo a far caso a quante volte pronunciamo la frase: IO DEVO!

Stiamo attenti, perchè quando uno deve, deve e basta: non si lascia spazio per l’ altro.

Invece quanto spesso pronuncio la frase : IO HO BISOGNO? E’così che si apre lo spazio anche per gli altri, per spiegare bene i propri bisogni e trovare le soluzioni per soddisfare entrambe le parti.

3, ho troppi impegni ?

      Io all’ improvviso pretendevo di avere la casa più pulita, di preparare le torte casalinghe, di sperimentare nuove ricette viste su internet, di leggere, di uscire, di ballare, di avere un balcone pieno di fiori……. Ma il giorno è solo di 24 ore: non si riesce a fare tutto! Siccome le mie aspettative erano alte e non riuscivo ad ottenere tutto, mi sentivo frustrata, insoddisfatta.

Passare dal “voglio avere” al “ voglio essere” è stato un grande salto di crescita per me.

Una grande “lampada accesa”!

Dato che noi siamo lo specchio per i nostri bambini, se noi non siamo felici, come possono esserlo loro? Se invece noi, come genitori, ci prendiamo cura della nostra felicità, di riflesso anche i nostri figli impareranno a prendersi cura della propria felicità! Non sarà una conquista scontata, né uno stato d’animo che bisogna aspettare che arrivi prima o poi, chissà da dove o da cosa…

Non c’è da aspettare! C’è l’ ORA, IN QUESTO MOMENTO! ORA posso fare, io sono responsabile per la mia vita, io sono consapevole del condizionamento della società, dei copioni che mi sono stati tramandati, e io ORA capisco che non funzionano, e sto cercando di cambiarli, di cambiare il mio punto di vista, di vedere le cose in modo diverso.

Vi auguro un bellissimo giorno pieno di primi passi per la vostra felicità e serenità!

A presto

Petra