L’altro giorno ho visto questi due video di Mauro Scardovelli:

Le sue parole hanno toccato il mio cuore, penso che sia un pensiero profondo è importante per il ruolo di genitore.

Provo a riformulare le affermazioni che mi hanno fatto più riflettere:

Un adulto maturo è un adulto che è riuscito a lasciare da parte il SUO EGO. Il suo vaso d’affetto è cosi pieno, che è in grado di dare, e nel DARE prova piacere.

Un bambino chiede, un adulto maturo DA.

Questa cruda verità sull’adulto maturo mi tocca: tocca la bambina che c’è in me, che ogni tanto GRIDA per chiedere agli altri di soddisfare i suoi bisogni!

Nei miei pensieri cercavo di capire da dove venissero i miei bisogni, perchè sentivo una “vocina”, che mi diceva: “E tu? Non ti devi sacrificare, non devi soffocare i tuoi bisogni!”

E ho desiderato chiarire quale fosse IL MIO LIMITE.

Le mie riflessioni sono partite cosi: Io come genitore ( che ha tanta voglia alzare il livello di maturità) per prima cosa ho necessità di riconoscere i miei sentimenti ed i miei bisogni insoddisfatti consapevole che solo IO ne sono responsabile; quindi se sono un adulto maturo me ne prendo cura e solo poi, riesco a riconoscere i sentimenti ed i bisogni del bambino (oppure di un altro adulto). Quando si arriva alla consapevolezza che nella relazione si è in DUE, che non c’è solo il nostro ego coi suoi bisogni, ma c’è un’ altra persona, che nello specifico è un bambino, dobbiamo essere consapevoli anche del fatto che è sua natura CHIEDERE, non riesce a soddisfare i propri bisogni da solo. Con questa visione dall’ ALTO della relazione tra un adulto maturo e un bambino, le soluzioni per stare bene insieme si trovano.

Mi viene in mente un ricordo di un paio di anni fa: ero in un ristorante e di fianco a me c’era una famiglia di 5 adulti e un bambino di circa 1 anno e mezzo. Erano forse le nove di sera, il bambino, seduto nel seggiolone, era nervoso. La mamma lo gustificava dicendo che era stanco e cercava di calmarlo con tutte le sue forze.

Ripensando ora a questa situazione, vedo un esempio di quando gli adulti pensano a sé stessi, senza tener conto dei bisogni altrui: gli adulti vogliono fare una cena tranquilli (come una volta senza i figli), chiedendo ad un bambino di adattarsi, di stare calmo e silenzioso. Lui si DOVREBBE adeguare alla loro esigenza. Non ho visto un vero interesse nei bisogni di un bambino di 1 anno e mezzo.

Per diventare un adulto maturo ci vuole un percorso di consapevolezza (ascolto/riconoscimento) del proprio bambino interiore, dei propri bisogni insoddisfatti, dei propri sentimenti. Solo dopo si può avere un sguadro verso l’ ALTRO, che permetta di trovare le strategie e le soluzioni per attuare il rispetto reciproco.

Cosa succede invece quando non sono consapevole? Chi agisce? Chi parla quando apro la bocca?

Ora riconosco che ogini tanto parlava la mia bambina interiore, la piccola PETRA! Prendersi cura di lei, coccolarla, è l’ unica via per trovare la sicurezza di sé, il rispetto di sé, la consapevolezza di sé!

Vi saluto con una domanda: quando vi rivolgete a vostro figlio, chi parla? Il genitore maturo oppure il vostro bambino interiore che chiede agli altri di soddisfare i suoi bisogni?

Petra